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la Musica

Osvaldo Pugliese, uno dei creatori piu’originali e popolari del tango, nacque a Buenos Aires il 2 dicembre 1905. Suo padre Adolfo, un musicista dilettante, gli trasmise la passione per la musica. Iniziò a studiare il violino per poi passare definitivamente al pianoforte.

La sua carriera fu molto precoce: gia a 15 anni suonava in un trio nei Cafè di Buenos Aires; a 19 compose il suo primo tango, un brano dolce e appassionato, ancora oggi ascoltato in tutto il mondo: era nato “Recuerdo”. Nel 1939 debuttò con la sua orchestra tipica nel cafè “Nacional”.   Buenos Aires aveva, allora, un’intensa vita notturna,la gente voleva ballare e divertirsi e questo facilitò la formazione di molti gruppi musicali ognuno con un proprio stile

Lo “Stile” Pugliese fu subito accolto dal pubblico riscuotendo un clamoroso successo; nella sua orchestra c’era il meglio: il poeta Eduardo Moreno, il violinista Alfredo Gobbi, il giovane bandoneonista Anibal Troilo solo per citarne qualcuno. Spesso i componenti del suo gruppo cambiavano ma l’Orchestra Pugliese forte del carisma  del suo leader aumentava la sua notorietà.

sIncominciò la gloria, un successo totale e inarrestabile che varcò i confini nazionali.

Furono organizzate tournèe in Europa e, grazie al fatto che il signor Pugliese era iscritto al Partito Comunista, si aprirono i confini di paesi “proibiti” a musicisti occidentali quali Cina e Unione Sovietica. In patria questo fatto gli procurò, però, molti problemi: fu  dichiarato dissidente politico e arrestato diverse volte. A fine  carriera spesso citava questo aneddoto: ”Sono stato in prigione tante di quelle volte che alla fine avevo preso l’abitudine di mettermi il pigiama sotto lo smoking  prima dei concerti così, quando venivano a prendermi risparmiavo di passare per casa!”La sua orchestra lo adorava; nei periodi in cui il Maestro non c’era loro suonavano lo stesso mettendo però un garofano  sulla tastiera del pianoforte con un biglietto sul quale c’era scritto: “Il tango è in prigione Egli ricambiava questo affetto, gestiva l’ orchestra come una cooperativa, dividendo  equamente  i  guadagni  tra  i  vari componenti del gruppo compreso se stesso.

Nel 1946 registrò il suo capolavoro “la Yumba”. La  sua attività durò fino agli anni ‘90 riscuotendo onorificenze e premi da organizzazioni culturali di tutto il mondo. Morì a Buenos Aires il 25 luglio del 1995; al suo funerale fu salutato da una folla commossa con le note del suo tango più famoso : La Yumba

FotoJuan D’Arienzo nacque a Buenos Aires il 14 Dicembre del 1900 da genitori Italiani.

La sua famiglia aveva una fiorente attivita’ commerciale e lui era destinato a seguire le orme del padre,ma Juan amava troppo la musica e particolarmente il Tango per cui giovanissimo si iscrisse al conservatorio per studiare il violino.

A 15 anni conobbe il pianista Angel D’Agostino con il quale ebbe un grande legame sia affettivo che professionale,insieme ebbero un buon contratto nel piu importante cinema della citta’. Ricordiamo che stiamo parlando degli anni 20, all’epoca i films erano muti,per questo il proprietario del cinema pagava uno o piu musicisti per accompagnare con la musica le immagini dello schermo.

Questo lavoro servi molto a D’Arienzo per affinare la sua sensibilita’ musicale non era facile accompagnare le emozioni della scena con musiche sempre diverse , ma lui ci riusciva benissimo.
Agli inizi degli anni 30 il progresso fece un brutto scherzo ai musicisti, il cinema diventa sonoro. Tutti licenziati!

Come spesso succede da un disastro nasce qualcosa di positivo,D’Arienzo e D’Agostino senza lavoro  insieme a altri componenti formano il primo gruppo musicale “Los Assos del Tango”e
allietano le notti di Buenos Aires,suonando nei cafe’ piu rinomati della citta’.
Il primo passo era fatto subito il gruppo acquisisce un proprio stile musicale , Juan non dirige ancora ,suona il violino ma la sua è una personalita’ troppo forte per non essere da guida per gli altri.
Nel 1935 la grande svolta, D’Agostino lascia il gruppo per formarne uno proprio e il suo posto viene preso da uno che sarebbe diventato un “Grande” del tango: Rodolfo Biagi.   
Con Biagi  al pianoforte D’Arienzo lascia il violino e si mette a dirigere, era la prima “Orchestra D’Arienzo”.

Era nato un nuovo tango,molto diverso dai precedenti ,la tastiera ora era picchiata in modo caratteristico, piu veloce: era nato il tango per ballare, per i giovani. Questo stile ebbe un successo clamoroso, si usciva dallo schema del tango triste ora era gioia, divertimento, voglia di stare insieme.
La sua divento’l’orchestra piu famosa,Biagi fu sostituito da Fulvio Salamanca ma lo stile e il successo non cambiarono,Tournée,concerti ,incisioni ,tutto andava per il meglio

D’Arienzo è stato l’autore di tango piu ascoltato, si calcola che solo con le varie edizioni della “Cumparsita” abbia venduto piu di 18 milioni di copie.
Egli diceva “Io non sono il tango,io ho soltanto risvegliato il tango dal sonno che i cantanti tristi gli avevano  procurato!”
Juan D’Arienzo muore il 14 gennaio del 1976 e oggi tutti noi lo balliamo ancora.

Francisco Canaro nacque il 26 Novembre del 1888 a San Josè di Maggio, un piccolo paese dell’ Uruguay.
Appena nato gli fu dato il nomignolo di “Pirincho”(un piccolo uccello del Sud America) . La sua famiglia di origine italiana era poverissima tanto che fin da piccolo dovette lavorare vendendo giornali la mattina e lustrando le scarpe ai turisti la sera. I Canaro si trasferirono a Buenos Aires agli inizi del secolo.
Fin da piccolo il Pirincho si sentì attratto dalla musica, a 13 anni incominciò a prendere lezioni di chitarra da un suo amico calzolaio e a 15 faceva serenate a pagamento o suonava in feste private dove però il tango era rigorosamente bandito.
Lo strumento che egli amava era il violino ,ma non aveva i soldi per comprarlo,qui incomincia a manifestarsi la sua grande inventiva, non si perde d’ animo e se lo costruisce da solo con delle lattine d’olio e  prende lezioni da un vero maestro.
Anno 1906 ,compra il suo primo violino (usato) e forma un trio composto da Violino, Piano e novità assoluta Bandoneon raccogliendo i primi successi nei Cafè e nei teatri di Buenos Aires.
Diventa famoso in poco tempo e inizia a comporre successi dopo successi; nascono brani quali “Mano Brava”, “Sentimento Gaucho”,La Ultima Copa” solo per citarne qualcuno. Crea quella che sarebbe diventa la famosa “Orchestra Tipica Argentina “ introducendo oltre al Bandoneon anche il Contrabbasso mai utilizzato prima di lui.
Il suo modo di fare tango,la ritmica marcata, il giusto ruolo del cantante l’introduzione del Tango/Milonga ,l’uso di strumenti nuovi , conquistava tutti.
Era un instancabile genio e la sua unica preoccupazione era il successo e la diffusione del tango usando gli allora moderni mezzi di comunicazione quali la radio e il grammofono.
Dopo aver conquistato il Sud America parti alla volta dell’Europa e qui le cose non andarono subito bene.
A Parigi trovò un ambiente ostile, infatti ,era in vigore una legge protezionistica a favore delle orchestre parigine che vietavano ai gruppi stranieri di suonare, a meno che non fossero gruppi folkroristici, davanti a questo problema l’astuto Canaro ebbe una idea geniale; travestì i musicisti da Gaucho con fazzoletto al collo,stivali,bolas e chiripha in questo modo risolse il problema e la trovata ebbe un così grande successo che fù  ripetuta a Madrid, Londra, e New York .
Al suo ritorno in Argentina, accompagno con la sua orchestra Carlos Gardel in incisioni discografiche memorabili .
Fu attratto dal cinema dove investi molti soldi in progetti che però non ebbero successo .
Contribuì alla lotta per il riconoscimento dei diritti d’autore agli interpreti e compositori intervenendo nella creazione dell’attuale SADAIC (la SIAE Argentina).
Egli diceva “Devo tutto al Tango” perche’era nato poverissimo e il tango lo aveva reso ricco, ma anche il tango doveva molto a lui in termini di innovazione, diffusione e prestigio.
Il tango senza Canaro sarebbe stato più povero.   
Si ammalò di Osteoporosi Deformante e fù trovato morto piegato sulla sua scrivania mentre stava lavorando,era il pomeriggio 14 dicembre 1964 ,probabilmente scriveva il suo ultimo tango. 

Alfredo De Angelis è stato un personaggio significativo nella storia del Tango; pur non essendo diventato famoso come altri protagonisti quali D’Arienzo, Pugliese, ha dato un grande contributo a risollevare il tango dalla crisi in cui era caduto verso la fine degli anni '30.
In quel periodo infatti si preferivano balli quali il Foxtrots, la Polca, Il Paso Doble e le principali orchestre si erano adeguati al gusto della gente; fu il grande genio di Juan D’Arienzo a dare al tango quella ventata di energia che lo avrebbe rilanciato verso il clamoroso successo degli anni successivi.
fotoDe Angelis  faceva parte della prima orchestra di D’Arienzo e quindi parte di questo merito è anche suo.
Egli nacque a Buenos Aires il 2 Novembre del 1912 manco a dirlo da genitori Italiani; suo padre era violinista e all’età di dieci anni incomincio a studiare musica,il suo primo strumento fu il Bandoneon  per poi passare  al pianoforte che sarebbe diventato il suo strumento definitivo.
Il giovane De Angelis fece la sua buona gavetta,sbarcava il lunario suonando nei cinema dove si proiettavano i film che non avevano ancora il sonoro,offriva la sua collaborazione saltuariamente a diverse orchestre finche non incontrò il giovane Juan D’Arienzo,suonavano insieme ,uno il piano l’altro il violino.Qualche cronista dell’epoca ha scritto:”La gente pagava il biglietto del cinema, non per vedere il film.ma per ascoltare questi due fenomeni”.

Debuttarono insieme con il gruppo di  Aieta al Cafè Geminale di Buenos Aires.
Da quel momento incominciò la sua carriera artistica come grande pianista , fino al 1941 quando fondò la sua prima orchestra debuttando al cafè Marzotto.
Il Tango di De Angelis era tradizionale, armonico, molto rispettoso della melodia vi era un efficace utilizzo del ritmo senza però esasperarlo,inoltre il ruolo del cantante era stato rivalutato ritornando ad essere il principale protagonista.
Una sua innovazione fu l’introduzione del duo canoro (famoso quello di Carlos Dante con Julio Martel) mai sperimentato prima.
Fu autore di diversi tanghi ,il più famosi sono sicuramente “Remolino” ,”Pastora”e “Pregonera”.
De Angelis non fu molto amato dai critici che definivano la sua musica semplice e stucchevole ma, al contrario era molto amato dalla gente
.La prova di questo sta nell’enorme numero di dischi incisi e dall’impressionante successo commerciale.
Muore a Buenos Aires il 31 Marzo del 1992.

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